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Rassegna stampa: Speciale Bingo

Dal Corriere Romagna, edizione di San Marino

10/08/2005

Giochi, Usc sul piede di guerra

SAN MARINO - Spara a zero l'Unione sammarinese commercianti, per bocca del suo presidente Marco Arzilli, sulla decisione del Congresso di Stato di concedere una licenza industriale provvisoria a Rovereta alla Giochi San Marino. Già nel 2002, quando sembrava imminente l'apertura della sala scommesse Diamond, l'Usc aveva alzato la voce, e alla fine non se n'era fatto più nulla. "La nostra posizione è la stessa di tre anni fa - attacca Arzilli - ed anzi, annunciamo l'intenzione di farci avanti con iniziative importanti contro questa decisione. Riteniamo grave ciò che ha fatto il Governo, perché ad una società, arrivata qui con l'obiettivo di rilanciare il turismo senza riuscirvi, si consente qualsiasi cosa, e ci suona come un'operazione fine a se stessa". Il fatto che la licenza provvisoria, nonostante la scadenza ultima sia stata fissata al 31 gennaio 2007, sarà oggetto di revisione ogni semestre, per dar modo cioè al Congresso di Stato di verificare che nel frattempo i lavori all'ex Garage Masi, sede ultima e definitiva della Giochi San Marino, vadano avanti come deciso, non rincuora il presidente dei commercianti: "Non abbiamo nessuna fiducia in questa dichiarazione del Governo. Le inadempienze sono state già troppe e non crediamo che la sede, una volta spostata a Rovereta, si trasferisca di nuovo in Città".Per l'Usc "il vaso è colmo, e la nostra pazienza ha un limite. Non si può sperare che con la crisi tangibile del turismo e in generale del commercio che le nostre attività stanno subendo, una cosa del genere possa passare inosservata. La Giochi San Marino spa giustamente fa gli interessi dei suoi azionisti, e dove meglio farli se non al confine, vicino all'autostrada, per accogliere più facilmente quanti più avventori possibili? I giochi potrebbero essere una delle soluzioni ai problemi del turismo e dell'economia, se inseriti in un grande ed ambizioso progetto di rilancio del settore, e se gestiti in maniera trasparente e chiara dallo Stato. Il trasferimento a Rovereta è chiaro che pregiudica tutto quanto". Mentre quella dei commercianti ha tutta l'aria di voler essere una vera dichiarazione di guerra, le forze di maggioranza rinnovano la fiducia al Congresso di Stato: "Intanto liberare il Kursaal era assolutamente prioritario - fa notare il segretario della Dc Pier Marino Menicucci - Dopo aver speso miliardi per la sua ristrutturazione, era giusto ridare impulso alla politica congressuale. Inoltre la clausola inserita dal Governo, ossia di controllare ogni sei mesi l'avanzamento dei lavori all'ex Garage Masi, è un elemento di salvaguardia che ci consente di monitorare la situazione. Questo chiediamo al governo, massima attenzione e monitoraggio continuo, nonché immediate ripercussioni in caso di inadempienze. Ma d'altro canto, dovendo liberare il Kursaal e non avendo ancora pronta la nuova sede, non c'erano alternative: anche se la zona di Rovereta non è il massimo - aggiunge - il diritto all'esercizio d'impresa non può essere messo in discussione". "Se la sede provvisoria fosse stata in Città sarebbe stato meglio - dichiara Giuseppe Morganti, presidente del Psd - ma non possiamo neanche farne un dramma del fatto che abbiano scelto Rovereta. L'importante è che la collocazione sia assolutamente temporanea".

Francesca Biliotti

11/08/2005

"Ubbidiamo al Governo: stavamo bene anche in Città"

SAN MARINO - "Noi siamo sereni. Il Governo ci ha dato un ordine e lo stiamo eseguendo. Francamente, stavamo bene anche dove eravamo prima, non è vero, come dicono alcuni, che non vedevamo l'ora di andare a Rovereta". Non vuole alimentare ulteriori polemiche l'avvocato Marino Nicolini, legale della Giochi San Marino spa: di rumore ce n'è fin troppo attorno alla società: "Infatti meglio tacere. Siamo venuti qui per costruire, non certo per distruggere". I lavori per il trasferimento dal Palazzo Kursaal a Rovereta sono già iniziati, e alla società di bingo e keno costeranno circa 1 milione di euro. E si tratta comunque di un trasloco temporaneo, dal momento che la società dovrà tornare nel Castello di Città quando avrà completato i lavori di ristrutturazione dell'ex Garage Masi, e comunque non oltre il 31 gennaio 2007: "Contiamo di far partire i lavori a settembre - dice Nicolini - ed oltre a questa spesa ci sono anche 380mila euro a carico della Giochi San Marino per opere dello Stato".

13/08/2005

"Il keno resti in Città"

SAN MARINO - "La Giochi San Marino non è un problema solo di Marco Arzilli, ma di tutti i commercianti". Lo sostiene Pier Luigi Canti presidente della sezione turistici dell'Usc (Unione sammarinese commercianti) in risposta alle affermazioni del Segretario di Stato al Commercio Claudio Felici. Arzilli aveva aspramente criticato il Governo per il trasferimento delle sale bingo e keno da Palazzo Kursaal a Rovereta. Bacchettate alle quale Felici aveva dato le sue spiegazioni prendendo di mira anche personalmente il presidente dell'Usc. "Il problema del trasferimento della sala da gioco a Rovereta - sottolinea Canti - è di tutti i commercianti, perché tutti gli operatori sono coinvolti e intendiamo affrontralo insieme". "Il fatto è - spiega Canti - che la Giochi San Marino deve rimanere nel castello di Città perché è un traino importante per la nostra economia turistica. Tanto più che nella convenzione stipulata a suo tempo dalla società, era stata subito indicata la sede definitiva nell'ex Garage Masi in viale Onofri". Ma verosimilmente non se ne parlerà prima del 2007. Canti non lesina comunque le sue rimostranze nei confronti della società dei Giochi: "Avevano garantito la costruzione di un hotel a cinque stelle che non è stato fatto, mentre bingo e keno adesso saranno trasferiti a Rovereta. A questo punto ci domandiamo quali siano i reali obblighi di questa società: noi chiediamo solo il rispetto della convenzione". Per quanto riguarda invece il grande hotel di lusso con sala da gioco proposto da Silvano Andreani, Canti dimostra grande apprezzamento. "È un'iniziativa importante che va appoggiata con tutte le forze. Appena è stato presentato il progetto si è scatenato l'interesse, ancor più forte di fronte all'idea dell'azionariato popolare. Una ventina di persone si sono già dette disponibili a garantire il buon esito del progetto, anche firmando subito il proprio impegno tramite fidejussioni bancarie. Trovarne altre non sarà difficile".

l.c.

17/08/2005

I conti in tasca a Giochi San Marino

SAN MARINO - Nuovo attacco dei Popolari Sammarinesi sui temi della Giochi San Marino e del turismo. "Troppe cose non quadrano in questo ormai imminente trasferimento a Rovereta. Nessuna azienda - dicono i Popolari con un comunicato - andrebbe a spendere un milione di euro per un trasloco che si dice temporaneo, in quanto dovrebbe durare fino al 1 gennaio 2007. Specialmente un'azienda che ha dichiarato un ricavo annuo di circa 50.000 euro. Non solo, ma assicura che in un anno farà quello non ha fatto nei quattro appena trascorsi, e cioè che avvierà e completerà i lavori all'ex garage Masi, costato poco meno di 4 milioni di euro. A cui si aggiungono i 380.000 euro che hanno dichiarato di voler destinare ad opere pubbliche". I Popolari criticano il Governo anche sul fronte turistico: "Anche il turismo rivierasco soffre, ma in riviera ogni giorno si inventano progetti, si trovano novità, si studiano interventi, e si lavora alacremente per aprire il mega centro commerciale delle Befane che, come una potente calamita, attirerà e bloccherà in loco tutta la capacità di spesa possibile, quella stanziale e quella turistica. Lo Stato di San Marino pensa solo al bingo e schiera i suoi Segretari di Stato a difenderne le ragioni".

01/09/2005

"Giochi San Marino, impegni rispettati"

SAN MARINO - "Il Governo si muove nel pieno rispetto dell'ordine del giorno approvato lo scorso 6 maggio dal Consiglio Grande e Generale, a conclusione del dibattito sul riferimento in merito alla rinegoziazione della convenzione con la Giochi San Marino Spa". Il Congresso di Stato puntualizza la propria posizione in merito alla società che gestisce bingo e keno, che nel frattempo si è trasferita a Rovereta, in attesa che sia pronto l'ex garage Masi. Come anticipato lunedì, il Governo proporrà l'inserimento di un apposito comma all'ordine del giorno del Consiglio del 19 settembre, proprio per riferire sullo stato di avanzamento della trattativa di rinegoziazione della convenzione, e sugli adempimenti attuativi dell'ordine del giorno del 6 maggio. Il Congresso puntualizza anche di stare lavorando ad una proposta di revisione della legge 25 luglio 2000 n.67 sui giochi, che sarà discussa con le categorie, ed in tal senso "impegna il Comitato di controllo e vigilanza sui giochi ad una continua e puntuale verifica circa il rispetto della normativa vigente". Sull'argomento è voluta intervenire anche la Dc: "Abbiamo sempre invitato il Governo ad attenersi scrupolosamente in ottemperanza a quanto stabilito dal Consiglio. Riteniamo che ciò stia avvenendo con un metodo, fra l'altro nuovo, che sta informando dettagliatamente il Consiglio Grande e Generale circa l'andamento delle trattative. Su tali argomenti la segreteria del Pdcs non ha mai vincolato alcun consigliere ad ordini di partito, ma al contrario ha favorito il libero confronto e dibattito".

07/09/2005

La protesta si trasferisce a Rovereta

SAN MARINO - Coloriti cartelli di protesta, megafoni a tutto volume, raccolta di firme per un'Istanza d'Arengo di prossima presentazione: i Popolari ce la stanno mettendo davvero tutta e non lasciano nulla d'intentato quando si tratta della Giochi San Marino. Ieri mattina, per rendere ancor più veemente e visibile la loro protesta, si sono addirittura trasferiti a Rovereta, nel piazzale antistante alla nuova sede della società che gestisce bingo e keno e per due ore hanno dato vita ad un sit in. "Volendo, avremmo potuto mobilitare cittadini e commercianti, che sono imbufaliti su questa storia - ha affermato il segretario Angela Venturini - ma non volevamo creare ancor più movimento di quello che c'è già su questa storia, dunque per stavolta abbiamo optato per la protesta silenziosa". "Basta coi regali alla Giochi San Marino", "Giochi San Marino, no ai nuovi padroni": questo il tenore di soli alcuni dei cartelli di protesta esposti, tralasciando quelli dai termini ancor più coloriti. "Tre anni fa ci avevano già provato, a trasferirsi a Rovereta e dare inizio al casinò strisciante - fa notare Romeo Morri - e solo grazie alla mobilitazione dei cittadini e di alcune forze politiche, tra cui la nostra, l'operazione non è andata in porto. Oggi eccoli qua, e se non facciamo qualcosa tra pochi anni diventeranno i veri padroni di questo Paese. Se casinò dev'essere, saranno i sammarinesi a deciderlo, e in ogni caso dovrà essere dello Stato, trasparente e cristallino. Noi non molliamo la presa". Alla prossima Reggenza, che si insedierà il primo ottobre, i Popolari presenteranno subito un'Istanza d'Arengo, con la quale chiedono la revoca della concessione alla Giochi San Marino, ed una precisa scelta politica relativa al casinò, "che sia suffragata da referendum popolare. Nel contempo si dovrà provvedere alla revisione degli accordi internazionali che impediscono a tutt'oggi l'esercizio del diritto da parte di San Marino e infine, al termine di questo percorso, col benestare dei cittadini, si realizzi una casa da gioco dello Stato". A firmare l'Istanza, ieri a Rovereta, c'erano il consigliere del Gruppo federativo socialista Augusto Casali e il presidente dell'Unione commercianti Marco Arzilli, che pochi giorni fa aveva lanciato un appello, in proposito, ai consiglieri: "Felice che qualcuno risponda", ha aggiunto. E a chi gli chiedeva di un suo possibile futuro in politica ha risposto: "Vedremo, ci potrei pensare. Per ora porto avanti le logiche della mia associazione, anche perché non mi piace la confusione di ruoli. Però potrei pensarci, insomma non lo escludo".

Francesca Biliotti

12/09/2005

Non incentiviamo l'azzardo

SAN MARINO - La nuova legge quadro sui giochi dovrà spiegare una volta per tutte la differenza tra gioco d'abilità e gioco d'azzardo. Secondo il Congresso di Stato, e in particolare per il Segretario di Stato alle Finanze Pier Marino Mularoni, l'attuale normativa è infatti "evanescente, fumosa", e per questo si presta a troppe interpretazioni ed equivoci. Con la nuova legge si istituirà anche l'Authority che andrà a sostituire l'attuale Comitato di controllo, per divenire poi un organo composto da veri professionisti che si occuperanno a tempo pieno della materia, a differenza di quanto accade ora. Tutti i terminali abilitati ai giochi saranno poi collegati alla Rete 24 ore su 24, per un monitoraggio continuo. Il Governo è così pronto a riferire al Consiglio le novità che intende introdurre nella materia e, soprattutto, lo stato della trattativa con la Giochi San Marino per la rinegoziazione della convenzione, che prevede fra l'altro la cessazione immediata del monopolio dei giochi da parte della società che gestisce bingo e keno. "Sia ben chiaro che il Governo non ha alcuna intenzione di incentivare il gioco d'azzardo - specifica Mularoni - Ma intanto la legge stabilirà quali attività rientrano in questa tipologia, fermo restando che dovranno essere i sammarinesi, tramite referendum popolare, a dichiararsi favorevoli o contrari all'introduzione del gioco d'azzardo, in poche parole a dire la loro sull'apertura di un eventuale casinò. Solo dopo aver ottenuto il lasciapassare dalla cittadinanza si andranno a rinegoziare i contenuti dell'accordo con l'Italia".

13/10/2005

Partiti minori dai Reggenti: "Subito il decreto"

SAN MARINO - Un'udienza dai Reggenti per sollecitare l'emissione del decreto per la celebrazione dei due referendum riguardanti i giochi. I cinque consiglieri dell'opposizione, Monica Bollini, Augusto Casali, Romeo Morri, Giuseppe Rossi e Glauco Sansovini, in rappresentanza dei rispettivi partiti, ieri mattina sono stati ricevuti dai Capi di Stato Claudio Muccioli e Antonello Bacciocchi. Due dei tre quesiti presentati erano stati giudicati ammissibili lo scorso giugno: entrambi chiedono che i giochi della sorte, bingo, keno e similari, siano organizzati e gestiti dallo Stato e non da privati.

27/10/2005

"Nessun impegno sulla concessione"

Un momento del dibattito nell'aula consiliare durato per l'intera giornata di ieri SAN MARINO - Venti pagine di relazione per riepilogare, ancora una volta, l'intera vicenda tra lo Stato e la Giochi San Marino, di nuovo al centro dei lavori del Consiglio Grande e Generale. Venti pagine, redatte dalla Segreteria alle finanze, per esporre all'aula proposte tecniche per uscire dall'impasse, ipotesi di rinegoziazione della convenzione con la società di bingo e keno e, non da ultimo, per proporre una nuova legge che stabilisca una volta per tutte le differenze tra giochi d'abilità e gioco d'azzardo, l'istituzione di un'authority dei giochi quale ente di vigilanza e controllo, ed un eventuale bando di gara pubblico per concedere l'esercizio a terzi. Circa la concessione dei giochi, l'attuale Governo non intende prendere decisioni al momento: "Non possiamo dire oggi se rinnoveremo o meno la concessione - ha spiegato il Segretario alle finanze Pier Marino Mularoni - attenderemo la naturale scadenza, nel 2007: decideranno il Consiglio e il Governo che ci saranno a quella data". Decisione, quest'ultima, subito contestata dall'opposizione. Alleanza Popolare, in particolare, ha fatto una proposta diversa: "Anche per riportare serenità in un clima politico ormai avvelenato da questa storia - haspiegato il capogruppo Tito Masi - Vi chiediamo di stabilire oggi che nel 2007 la concessione dei giochi non sarà rinnovata a questa società, che personalmente riteniamo sia un elemento corruttivo del sistema". L'ordine del giorno è stato invece respinto, con 37 voti contrari, 16 favorevoli, 2 astenuti e 1 non votante su 56 consiglieri presenti. Respinto anche l'ordine del giorno presentato da Sammarinesi per la Libertà, Alleanza nazionale, Gruppo federativo socialista e Popolari, che voleva impegnare il Governo a non rilasciare nuove licenze in materia, a non stipulare nuove convenzioni e a non prorogare concessioni già in essere, fino allo svolgimento dei referendum in materia di giochi. Sono stati 33 i voti contrari, 22 quelli a favore. Approvato invece l'ordine del giorno della maggioranza, a conclusione del lungo dibattito, che non impegna il Governo a concedere il rinnovo alla naturale scadenza della concessione ma gli dà mandato per revisionare la legge sui giochi che chiarisca le differenze tra giochi della sorte e gioco d'azzardo. Anche quest'ultimo aspetto, già spiegato dal Segretario Mularoni, è stato contestato dall'opposizione. Per Monica Bollini "il Governo sta tentando di legalizzare il gioco d'azzardo", mentre Giuseppe Morganti, Psd, ha ricordato che comunque questo è attualmente vietato anche dal codice penale sammarinese. E c'è un altro vincolo, ha ricordato il consigliere democristiano Gabriele Gatti: l'accordo con l'Italia del 1953. "Ma a parte questo - ha aggiunto - dobbiamo disinnescare la mina della Giochi San Marino, non possiamo permettere che pervada la prossima campagna elettorale: verifichiamo che l'attività della società sia quella prevista dalla convenzione del 2001 ed eliminiamo tutto il resto: così sgombereremo il campo da equivoci".

fra.bi.

04/11/2005

"Giochi: sostituzione tardiva"

SAN MARINO - "Il Governo era già stato impegnato dal Consiglio a far togliere le macchine "illegittime" con l'ordine del giorno del 6 maggio scorso, ma sono passati quasi 6 mesi inutilmente. Chi in questi giorni ha suonato la grancassa e si è fatto bello, in buona dose la dà ad intendere". La puntualizzazione arriva dal presidente di Alleanza Popolare Valeria Ciavatta: "Dal 2001 sono state respinte tutte le nostre proposte. Nell'ultimo Consiglio abbiamo proposto di deliberare fin da subito che, essendo insanabili tutte le inadempienze della società, la concessione dei giochi non deve essere rinnovata alla sua scadenza. Almeno questo doveva essere accettato dalla maggioranza. Invece no, e le macchine verranno sostituite con altre, speriamo legittime, e resterà in piedi tutta l'ambiguità di un rapporto in cui il Governo non ha voluto e non vuole indossare i panni della festa. Con l'aggravante - conclude - della relazione del Segretario alle Finanze in cui, nero su bianco, le ragioni della società del bingo sono considerate più forti delle ragioni della Camera e dello Stato, con grave pregiudizio di quest'ultimo anche per il futuro".