Chevrolet, un marchio a due volti
Dalla Matiz alla Evanda la Repubblica.it - 22 gennaio 2005
La gamma europea: c'è tutto (o quasi) perché mancano le fondamentali diesel, ma ci sono le versioni GPL
Un marchio con due volti, quello della Chevrolet, americana per nascita e coreana per diffusione in Europa. Sostituisce, infatti, nel vecchio continente il marchio Daewoo (di cui GM è proprietaria per oltre il 60%), di cui mantiene la gamma inalterata, in attesa di migliorarla. Partendo dal basso, la Matiz ha conquistato molti clienti.
Da quando è stata introdotta sul mercato europeo, nel 1998, è stata venduta in oltre 500mila esemplari, merito anche del design di Giorgetto Giugiaro. La Matiz 2005 presenta piccole novità stilistiche: copriruota a 10 razze, strumentazioni di più facile lettura e specchietti retrovisori con regolazione dall'interno. Due le motorizzazioni tra cui scegliere: il 3 cilindri a benzina da 796 cm3 e 52 Cv e il 4 cilindri da 1 litro e 64 Cv. Matiz è una vera cittadina, maneggevole, compatta (lunga 3 metri e mezzo e con un diametro di sterzata di 9 metri), ma con spazio a sufficienza all'interno e un bagagliaio di 145 litri (ma può arrivare a 830). Il modello successivo è la Kalos 3 e 5 porte, monovolume compatto venduto negli USA con il nome di Aveo.
Tra le vetture medie poi c'è anche una due volumi, la Lacetti, sempre disegnata da Giugiaro. Presentata nella primavera del 2004, è una 5porte a trazione anteriore, con due motori (1400 cc /94 Cv e 1600 cc/109 Cv) e la scelta possibile tra cambio manuale e automatico.
La Lacetti è una coproduzione internazionale. Viene assemblata nello stabilimento GM Daewoo di Gunsan (Corea del Sud) ma lo stile italiano di Giugiaro e il lavoro di rifinitura del telaio effettuato in Inghilterra, ne fanno una vera europea.
Più in alto nella gamma si incontra la tre volumi Nubira (che in Inghilterra si chiama però Lacetti, creando anche un po' di confusione), berlina classica mossa da un 1600 cc (109 Cv) o un 1800 cc da 122 cavalli, e cambio automatico o manuale.
Il design è ancora frutto di una "matita" italiana, ma in questo caso si tratta di Pininfarina. L'equipaggiamento di serie della Nubira comprende già dalla versione base SE il climatizzatore, la chiusura centralizzata con telecomando, volante regolabile in altezza e alzacristalli elettrici anteriori. Di serie anche ABS con EBD, doppio airbag anteriore e laterale, cinture di sicurezza anteriori con pretensionatore regolabili in altezza e posteriori a tre punti, barre antintrusione laterali. L'allestimento CDX, invece, ha in più il climatizzatore automatico, oltre a servosterzo ad assistenza variabile, fendinebbia e tergicristalli con sensore di pioggia. Quattro freni a disco con gli anteriori autoventilanti sono dietro ai cerchi da 15", in acciaio o in lega leggera, con pneumatici 195/55R15.
Della Nubira si può scegliere anche la versione station wagon: oltre allo schienale posteriore abbattibile anche in modo frazionato (60/40), dispone di barre porta-tutto in alluminio sul tetto, presa 12V supplementare e 25 vani e portaoggetti nell'abitacolo. Un gradino più in alto nella gamma si torna alla monovolume con il Tacuma lungo 4,35 metri. Disegnato da Pininfarina mantiene il family feeling degli altri modelli nel frontale, mentre i cerchi in lega da 15" caratterizzano in modo moderno e attuale il monovolume grande della gamma Chevrolet europea (il nome Daewoo resta in commercio solo per le vetture vendute in Corea e Vietnam). Con cinque persone a bordo il bagagliaio misura 347 litri ma, asportando i tre sedili posteriori, la capacità sale fino a 1.847. Tacuma ha un motore a benzina da 1600 cc, 16 valvole, da 104 Cv.
Al top della gamma poi c'è la berlina Evanda, lanciata sul mercato a fine 2002. Quattro porte e dimensioni importanti (è lunga 4,77 metri, larga 1,81 e alta 1,44),è frutto del team Italdesign che fa capo a Giorgetto Giugiaro. Berlina a trazione anteriore, è spinta da un 4 cilindri di due litri da 131 Cv. Con il cambio manuale a 5 marce, Evanda tocca i 199 km/h di velocità massima, accelera da 0 a 100 km/h in 9,8 secondi e consuma (ciclo combinato) 8,8 litri di benzina per 100 km. Un cambio automatico a quattro rapporti della tedesca ZF è disponibile come optional. L'ammiraglia Chevrolet(Daewoo) ha quattro freni a disco con ABS a quattro canali. Controllo trazione a richiesta.
L'Evanda è disponibile in Italia nella sola versione CDX, la più accessoriata. Sulla Evanda sono di serie la selleria in pelle ed inserti tipo radica, il sedile guida elettrico, servosterzo ad azione progressiva, ABS con EBD, sistema di controllo elettronico della stabilità TCS, 4 alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata con telecomando e antifurto perimetrale, climatizzatore automatico e tanto altro ancora.
Ma le Chevrolet americane seguiranno un'altra strada la Repubblica.it - 22 gennaio 2005
Modelli come i fuoristrada Blazer e Tahoe o la celebre Corvette avranno una rete di vendita diversa da quella delle Matiz
La distribuzione del marchio Chevrolet su modelli di estrazione differente comporterà probabilmente una diversa immagine del marchio, soprattutto per gli estimatori dei modelli americani, fino ad oggi simbolo di lusso e prestigio sul mercato italiano.
Modelli come i fuoristrada Blazer e Tahoe - o l'indimenticabile pick up K5 - hanno fatto la storia del marchio nel nostro Paese, affiancando il mito Corvette, la sportiva americana per eccellenza, la sola in grado di contrastare la Ford Mustang negli anni 60. La Corvette oggi però si è distaccata dal brand Chevrolet, per essere distribuita in Europa insieme agli altri prodotti americani di fascia alta.
"Noi crediamo che i grandi 4x4 "made in USA" resteranno collocati in un'area ben delimitata e destinati a clienti che già conoscono bene il marchio" dicono alla Chevrolet Europe, precisando che le due gamme non potranno mai divenire sovrapponibili sui mercati europei.
Negli Stati Uniti, peraltro, i modelli sono molto più numerosi di quelli che giungono in Europa, dal grosso SUV Suburban ai light truck che figurano sempre nelle prime posizioni delle vendite, e Chevrolet è un marchio di vetture a grande diffusione, modelli che non dovrebbero risentire in alcun modo dell'arrivo di auto di taglia europea come la Lacetti o la stessa Kalos (distribuita con il nome Aveo) che è già in vendita e sta riscotendo un buon successo come utilitaria a basso consumo.
(m.c.)
Chevrolet, da Corvette a Matiz
Strani effetti della globalizzazione la Repubblica.it - 22 gennaio 2005
In realtà il marchio Usa da tempo non è più una esclusiva dei grandi e costosi modelli americani. Ecco perché...
La globalizzazione spesso produce anche fenomeni singolari. Chi l'avrebbe mai detto che il marchio Chevrolet, da noi accomunato quasi automaticamente a macchinoni lunghi 5 metri o alla mitica Corvette, un giorno sarebbe approdato addirittura sul cofano della piccola Matiz e comunque delle popolari Daewoo?
In realtà, il fiocco stilizzato che fregia oltre 3 milioni e mezzo di unità costruite all'anno nel mondo (terzo marchio in assoluto del Pianeta e primo nell'ambito del colosso General Motors) da tempo non è più una esclusiva dei modelli USA: in Brasile, ad esempio, accompagna auto simili alle Opel, in Russia la nuova generazione della fuoristrada Niva e in numerosi Paesi dell'est e dell'ovest europeo ha già sostituito il logo coreano, che ormai viene utilizzato soltanto in patria e nel vicino Vietnam.
Subentrando così, dopo l'acquisizione nel 2002 del 44,6 per cento di Daewoo da parte della GM, Chevrolet torna a mettere ben saldi i piedi sul mercato del Vecchio Continente, dove, d'altra parte, aveva, dal 1924 al 1965, addirittura prodotto direttamente oltre 250.000 vetture. E gli obiettivi sono importanti, visto che nel 2004 le vendite hanno toccato quota 190.000 rispetto alle 133.000 del 2003, puntando a sfondare il tetto delle 200.000 a fine 2005. Un lavoro impegnativo e remunerativo, inoltre, per le fabbriche asiatiche, dalle quali sono uscite lo scorso anno 800.000 auto di cui 340.000 con il marchio statunitense.
Tutto ciò, naturalmente, agendo in parallelo con Opel-Vauxhall e Saab, le altre affiliate al gruppo che si rivolgono a target di clientela diversi, come a maggior ragione le lussuose Cadillac, le sportive Corvette e le grosse SUV, commercializzate attraverso un importatore specializzato olandese.
I progetti di espansione sul mercato europeo, del resto, sono legati ad un intenso programma di potenziamento ed estensione della gamma di prodotti, che cercherà spazio in tutti i settori fondamentali, mettendo in campo vetture non solo progettate e realizzate con Daewoo. Una ulteriore tappa nel quadro delle sinergie costruttive a livello internazionale, che hanno visto la General Motors tra le antesignane protagoniste e che oggi rappresentano la via obbligata per tenere diritto il timone in un mare perennemente agitato, anche per un gigante di tali proporzioni ma che sente sempre di più sul collo l'alito delle concorrenti, Toyota in testa.
Le Chevrolet del prossimo futuro
Marchio che vuole essere anche europeo a tutti gli effetti, Chevrolet intende dire la sua nei segmenti portanti del mercato del Vecchio Continente, puntando soprattutto sul denominatore comune del "value for money": arma con cui è riuscita ad imporsi Daewoo e che ora diventa più aggressiva grazie al maggiore appeal e all'immagine internazionale dello storico "fiocco" statunitense.
Allargata, dunque, la gamma della compatta Kalos con le varianti a tre porte dal tono sportiveggiante e potenziata l'offerta nella fascia media con le nuove Lacetti e Nubira, nella prossima primavera sarà la volta della seconda generazione della piccola Matiz, cavallo di battaglia in particolare nel nostro Paese.
Sempre a cinque porte e mantenendo inalterata buona parte della fisionomia a suo tempo definita da Giorgetto Giugiaro, la city-car Chevrolet si distinguerà dall'attuale nel frontale e nella coda, con fari ridisegnati, e in numerose componenti interne, mentre miglioreranno gli equipaggiamenti e sarà affinata la meccanica.
Per il 2006, invece, è previsto il debutto di una famiglia di motori a gasolio, assenza ingiustificata oggi per chi vuole veramente incidere nei segmenti di massa e fortemente penalizzante per l'effettivo successo in Europa. Sono in cantiere tre unità "common-rail" e plurivalvole realizzate assieme alla italiana VM, che fa parte della Detroit Diesel: un tre cilindri di 1.500 cc e due varianti di un quattro cilindri di 2.000 cc con la più potente dotata di turbocompressore a geometria variabile.
Dal prototipo S3X, presentato nelle grandi rassegne internazionali, deriverà, invece, una sport-utility costruita in corea, potenziale rivale di Rav 4 e simili, alla quale dovrebbe affiancarsi una monovolume basata sulla americana HHR, dallo stile retrò e mirata sulla PT Cruiser.
Possibile, inoltre, l'introduzione in Europa della piccola pick-up brasiliana Chevrolet Montana, mentre nell'alto di gamma sono attesi il rinnovamento della berlina Evanda e l'arrivo di motori a sei cilindri di 2.800 e 3.600 cc. Non mancherà neppure l'impegno nel campo delle ibride, con una versione speciale della SUV dotata di un 2.400 cc accoppiato ad un propulsore elettrico.