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Prova su strada di Quattroruote (Agosto 1998)
Daewoo «Matiz Planet»
La quadratura del cerchio

Compatta, divertente, maneggevole e comoda, questa, in estrema sintesi, la «Matiz», la nuova piccola coreana pensata per la città, ma a suo agio anche su strada. La linea, disegnata da Giugiaro, è il primo atout, con le cinque porte perfettamente dimensionate e integrate nella linea, una rarità per la categoria. E, in effetti, la «Matiz» piace e suscita curiosità, non solo perché è bella, ma anche perché è pratica. Si capisce alla prima occhiata. Il motore è un tre cilindri di soli 800 cm³, economico e brillante quanto basta. Il rapporto prezzo/equipaggiamento è molto favorevole.

La «Matiz» suscita subito simpatia. È una delle rare vetture che raccolgono unanimità di consensi, innanzitutto per la linea, equilibrata e gradevole, ma anche moderna e funzionale, a metà strada tra quella di una cittadina pura come la Fiat «Seicento» e quella di una piccola monovolume come la Renault «Twingo». Rispetto a queste due vetture, la «Matiz» offre un innegabile vantaggio: quello delle cinque porte. Nonostante questo, il disegno della carrozzeria è molto equilibrato e gradevole, sfrutta al meglio le possibilità estetiche offerte dall'impostazione monovolume. L'abitacolo è spazioso, piacevolmente luminoso e vivibile anche grazie alla linea di cintura abbastanza bassa da consentire uno sviluppo sufficiente alle superfici vetrate laterali. In sostanza, a bordo non si ha la sensazione di essere chiusi in una scatola, come spesso capita su auto con la cintura alta e con il sedile sprofondato a pochi centimetri dal pianale. La posizione di guida non è né troppo alta né troppo bassa. Al limite, si può obiettare che l'escursione del sedile sia un po' limitata in senso longitudinale, per cui i conducenti più alti possono essere meno favoriti, però è un problema che si ritrova su quasi tutte le vetture compatte da città. Al di là del limite, relativo, posto dalla breve escursione del sedile di guida, bisogna comunque dire che lo spazio è abbondante, sia davanti sia dietro, e che l'accessibilità è agevole. Si sale a bordo rapidamente, con movimenti naturali e senza rischiare di battere il capo da qualche parte. I sedili, soffici e avvolgenti, sono comodi anche dietro, dove, però, gli appoggiatesta sono solo accennati. In compenso, c'è un buon margine per le gambe. Lo spazio a bordo è sfruttato bene e la disposizione dei comandi è ergonomicamente corretta. Tutti i pulsanti sono a portata di mano del conducente, si trovano rapidamente e si azionano in modo intuitivo, a cominciare dal comando per il lampeggio di emergenza, per finire ai tergicristalli e alla climatizzazione. Quest'ultima, con condizionatore optional sulla vettura provata, si è dimostrata particolarmente efficace, anche nelle giornate più calde d'inizio estate, nell'abitacolo si otteneva un clima confortevole già dopo pochi minuti dall'accensione e dopo soste prolungate in pieno sole. L'impianto, ovviamente, è dotato della possibilità di ricircolo, utile per impedire che l'aria inquinata penetri nell'abitacolo, ma anche per permettere al condizionatore di lavorare più efficacemente quando le temperature esterne superano i trenta gradi.

L'equipaggiamento è notevole per la categoria. Per esempio, oltre al servosterzo, prezioso in città, sono di serie i due airbag per conducente e passeggero, gli alzacristalli elettrici anteriori e la chiusura centralizzata delle porte. Il condizionatore costa poco; in più, è disponibile anche l'ABS, dispositivo ancora raro tra le vetture compatte, ma in grado di migliorare notevolmente la sicurezza nelle emergenze. Piuttosto curata anche la finitura, sia per quanto riguarda il tessuto della selleria sia per quanto riguarda la qualità delle plastiche e degli accoppiamenti dei pannelli e delle lamiere. Migliorabile, forse, la dotazione di strumenti, visto che mancano contagiri e la spia della riserva, però il cruscotto della «Matiz» ha il pregio di avere una grafica semplice e chiara, leggibile con immediatezza. Infine, il bagagliaio, che è piuttosto piccolo quando ci sono passeggeri anche dietro. Comunque il vano ha una forma regolare, lo spazio disponibile è sfruttabile al meglio e può essere ampliato utilizzando la possibilità di abbattere, anche parzialmente, lo schienale posteriore.

Soltanto piccole pecche
La piccola vettura coreana risulta una simpatica novità nel segmento delle vetture dedicate alla città con aspirazione da piccola «commuter». La qualità percepita al primo approccio è sicuramente positiva: le portiere hanno dimensioni generose e permettono un agevole ingresso in vettura; leggere e ben rifinite, hanno maniglie ottimamente realizzate in polimero termoplastico.
Le guarnizioni porta, di buona qualità al tatto, sono calzate su canaline ricavate sul telaietto, mentre in basso sono fissate con bottoni; vi è pure un piccolo labbro antifruscio. La guarnizione del giro porta si collega anteriormente con il pannello di finizione della soglia e con la parte inferiore del coprimontante centrale, mentre per la portiera posteriore si unisce con il pannello di finitura del divano posteriore. Un unico grande guscio di polimero termoplastico, stampato con cura, realizza la struttura principale della plancia, integrato dall'inserto del quadro portastrumenti; tutti i diversi elementi si integrano con eleganza fra loro. Il progetto risulta curato sia teoricamente sia nella realizzazione. Due viti di fissaggio rimangono in vista sul fianco della plancia. Il piccolo guscio di rivestimento del tunnel centrale (degli stessi materiali della plancia) ha i fissaggi in vista nella parte anteriore. Efficaci anche i pannelli porta: in un unico guscio stampato con due diverse finiture superficiali. I sedili anteriori hanno una scocca che copre solo la rotaia di scorrimento esterna, mentre quella verso l'interno rimane scoperta. Il divano posteriore è finito nella sua parte inferiore da un guscio ottimamente concepito e realizzato. Scelta di materiale adeguata per i pannelli coprimontante che risultano stampati e assemblati con cura; analoghe osservazioni anche il pannello di rivestimento del padiglione. Trasandato il fissaggio del piccolo guscio che protegge la leva del freno a mano con viti in vista. Il vano bagagli offre una finizione spartana: i fianchi sono protetti da gusci di polimero, mentre lo schienale posteriore non è protetto, lasciando la lamiera in vista. Un piccolo tappetino copre un pratico contenitore di polistirolo espanso contenente la dotazione di attrezzi sufficienti solo alla sostituzione del pneumatico di scorta: quest'ultimo ha dimensioni normali. La guarnizione, ben realizzata, ha il giunto termosaldato; viti di fissaggio dei fari e di una mostrina di finizione in lamiera, in vista. Il fissaggio del terzo stop risulta decisamente posticcio. I lamierati all'interno una finizione opaca, in quanto non è stata data la mano di trasparente. All'interno del vano motore la disposizione dei diversi organi meccanici è ordinata: da notare il collettore di aspirazione di polimero termoplastico. All'interno del cofano non c'è insonorizzazione. La guarnizione sottoparabrezza, sebbene solo calzata, è ben rifinita alle estremità. In vista i fissaggi della fascia paraurti anteriore. Quest'ultima, come pure quella posteriore, è realizzata con materiale termoplastico e non ha alcuna traversa di rinforzo all'interno. Allineamenti dei pannelli di carrozzeria realizzati in maniera impeccabile, come pure la disposizione degli organi meccanici sottoscocca: nessuna protezione aerodinamica.

Non vuole essere di peso
Il prezzo di acquisto e l'economia d'uso sono elementi importanti per qualsiasi vettura e diventano fondamentali quando si esaminano le utilitarie compatte, quelle che possono svolgere il ruolo di prima auto, per chi si muove principalmente in città, ma che spesso sono seconde o terza auto nelle famiglie medie italiane.
La «Matiz» punta molto sull'aspetto economico, ma non può certo essere definita un'utilitaria. Almeno non nel senso più antiquato del termine. Infatti, il prezzo di listino è molto concorrenziale, nonostante l'abbattimento deciso da molti costruttori, però l'equipaggiamento è ricco, in grado di soddisfare gli automobilisti più esigenti. Comunque, la «Matiz» rimane vicina alle tradizioni utilitarie per i costi di esercizio. La tassa annuale di possesso è di sole 185.000 lire, l'assicurazione costa relativamente poco, gli interventi di piccola manutenzione sono previsti ogni 15.000 chilometri e il consumo è sempre piuttosto contenuto. La combinazione di questi elementi si riflette positivamente sui costi chilometrici, come è esemplificato dalla tabella qui sotto. Qualche riserva si può eventualmente avanzare per l'estensione della rete di assistenza della Daewoo, che non ha ancora la capillarità di quella di altri costruttori italiani ed europei, e per il valore residuo dopo qualche anno d'uso.

Costi al chilometro (lire x km)
Percorrenza
(km)
10.000 15.000 20.000 25.000 30.000
1° anno 697 521 432 381 347
2° anno 601 453 381 340 317
3° anno 565 432 370 333 309
4° anno 540 419 359 323 300
5° anno 520 405 348 312 289

La manutenzione
ogni 15.000 km o 12 mesi Sostituzione olio motore e filtro;
filtro condizionatore
ogni 30.000 km Sostituzione candele e liquido freni
ogni 45.000 km Sostituzione liquido raffreddamento,
filtro carburante, filtro aria
ogni 90.000 km Sostituzione cinghia distribuzione
ogni 2 anni Sostituzione liquido freni

Facile e comoda
La rumorosità tipica dei tre cilindri, un po' ruvida e rauca, non è avvertibile subito dopo l'accensione, quando il motore è al minimo, però si manifesta appena il propulsore sale di giri. La risposta è pronta e vivace e il regime sale rapidamente, senza incertezze dell'alimentazione e soprattutto senza vibrazioni. La progressione è apprezzabile e, se non si ha troppa fretta, è un piacere sfruttare la morbidezza della coppia a basso e medio regime e utilizzare appena possibile i rapporti alti. È vero, comunque che la vivacità del motore invoglia a tirare un po' le marce, almeno fino ai regimi intermedi, anche perché la rumorosità, mai eccessiva, ha una tonalità gradevole e «sportiveggiante». Non sono avvertibili vibrazioni. Al volante della «Matiz» ci si sente immediatamente a proprio agio, i comandi sono pastosi e leggeri, ideali per limitare lo stress da traffico intenso. Per esempio, lo sforzo per schiacciare il pedale della frizione è di soli sei chili e mezzo, mentre quando la vettura è ferma, per girare il volante è richiesto uno sforzo di appena 2,6 kg. Con valori di questo tipo, le code ai semafori diventano irrilevanti e possono essere gradevoli perfino le manovre di parcheggio. La maneggevolezza, unita alla brillantezza del motore, un po' attenuata solo dall'inserimento del condizionatore, rende veloci i percorsi cittadini, però non si deve pensare che la «Matiz» si trovi a suo agio soltanto nel traffico «stop and go». Anche su strada, e persino in autostrada, questa piccola coreana evidenzia molte qualità. Il confort di marcia è sorprendente. Le sospensioni filtrano bene le asperità del fondo stradale e i passeggeri non devono sopportare i saltellamenti e gli scossoni tipici di altre cittadine di ingombro altrettanto limitato. Particolarmente apprezzabile, anche in considerazione del passo corto, il comportamento sul lastricato di alcuni centri storici. Su strada, sui percorsi con molte curve, l'andatura non risente della morbidezza delle sospensioni. Il rollio è abbastanza pronunciato, ma generalmente non disturba i passeggeri. Una volta appoggiata sulle ruote esterne, mantiene la traiettoria senza variazioni significative. Un po' di influenza, per contro, il rollio la esercita sulla stabilità nei bruschi cambiamenti di traiettoria accompagnati dal rilascio dell'acceleratore. Nelle manovre estreme, infatti, il retrotreno tende ad allargare la traiettoria e richiede qualche intervento con lo sterzo da parte del conducente. La «vivacità» nei cambiamenti di assetto, comunque, resta sempre entro i margini della sicurezza. Il consumo è mediamente contenuto e si realizzano abbastanza abituali percorrenze superiori ai 15 km/litro. Guidando con attenzione, e su percorsi misti città-statale, le percorrenze aumentano ulteriormente.

S'infila ovunque
La «Matiz» è a suo agio in città e anche chi ha poca dimestichezza con le manovre di parcheggio non dovrebbe avere problemi. Tutto è studiato per consentire inserimenti agevoli anche in spazi molto ristretti. Innanzitutto, il diametro di sterzata, inferiore ai dieci metri tra muri, e poi lo sforzo per azionare il volante, contenutissimo, grazie al «servo», anche quando le ruote sono perfettamente ferme. Lo spazio di 4,1 metri rilevato si riferisce al parcheggio effettuato in due soli movimenti (marcia indietro e riallineamento in avanti), ma è evidente che con qualche manovra in più si può parcheggiare in spazi di poco superiori alla lunghezza della vettura.

Balla ma resiste in tutta sicurezza
Vivace, ma con moderazione. Così può essere definito il comportamento della «Matiz» nelle manovre di emergenza. La situazione che la vettura «sopporta» peggio è il veloce cambiamento di direzione accompagnato da un rilascio nella fase di transizione. La variazione di assetto è resa un po' critica dalla morbidezza delle sospensioni e dal rollio indotto dalle ruote di un lato a quelle del lato opposto. In ogni caso, le reazioni restano sempre ampiamente entro i limiti della sicurezza; in pratica, un guidatore poco esperto potrebbe forse farsi impressionare dal comportamento della «Matiz» ma non avrebbe poi troppe difficoltà a scoprire come recuperare l'allineamento all'uscita della manovra perché le azioni da esercitare sul volante sono sempre intuitive. Su strada, questo comportamento si traduce in una maneggevolezza notevole e in una apprezzabile rapidità degli inserimenti in curva, nonostante la morbidezza delle sospensioni.

Le prestazioni
Rilevate sulla pista di Quattroruote di Vairano (PV)
Velocità
Massima: 141,519 km/h
Regime a vel. max: 5464 giri/min in V marcia
Regime a 130 km/h: 5000 giri/min in V marcia
Consumo (percorrenze in V marcia)
60 km/h: 23,8 km/litro
90 km/h: 17,6 km/litro
100 km/h: 15,2 km/litro
120 km/h: 11,5 km/litro
130 km/h: 9,9 km/litro
Medie d'uso in km/l (autonomia)
Statale: 18,3 (640)
Autostrada: 11,9 (417)
Città: 13,6 (476)
Accelerazione (velocità in km/h)
0-60: 6,9 s
0-80: 12,2 s
0-100: 19,5 s
0-110: 26,1 s
0-120: 34,2 s
1 km da fermo: 39,9 s
velocità d'uscita: 125,0 km/h
400m da fermo: 21,1 s
velocità d'uscita: 102,7 km/h
Ripresa in V marcia (velocità in km/h)
70-80: 5,2 s
70-100: 18,0 s
70-120: 36,4 s
1 km da 40 km/h: 44,3 s
velocità d'uscita: 113,4 km/h
Frenata (velocità in km/h)
60: 16,0 m
100: 44,6 m
120: 64,0 m
130: 75,1 m
Resistenza all'avanzamento (velocità in km/h)
70: 5,6 kW
100: 13,1 kW
130: 26,1 kW
rendimento a 100km/h: 23%

Sforzo volante e frizione
Sforzo volante: 2,6 kg
Diametro sterzata 9,7 m
Sforzo frizione 6,5 kg

Abitabilità
Sulla piccola coreana è stata data la priorità allo spazio nell'abitacolo, quello per i passeggeri, rispetto alla capacità di carico. Il bagagliaio è un po' piccolo, ma è modulabile grazie al sedile posteriore sdoppiabile.

Accessori «Matiz Planet» Prezzi in migliaia di lire
Prezzo di listino 16.350
Prezzo vettura provata 17.550
ABS n.d.
Airbag guida di serie
Airbag passeggero di serie
Alzacristalli elettrici anteriori di serie
Appoggiatesta posteriori n.d.
Chiusura centralizzata di serie
Climatizzatore manuale 1.200 di serie su «Matiz Star»
Cinture di sicurezza con pretensionatore di serie
Copertura bagagliaio di serie
Frizione automatica elettronica 900 solo su «Matiz Star»
Regolazione altezza fari di serie
Sedile guida regolabile in altezza n.d.
Sedile posteriore sdoppiabile 60/40 di serie
Servosterzo di serie
Vernice metallizzata 350
Volante regolabile n.d.

Rumorosità
La rumorosità della «Matiz» si mantiene entro i limiti della tollerabilità anche a velocità autostradale.

Caratteristiche tecniche fornite dal costruttore
«Matiz Planet»
Motore: anteriore trasversale - 3 cilindri - Alesaggio 68,5 - Corsa 72 - Cilindrata 796cm³ - Rapporto di compressione 9,3:1 - Potenza max 37,5 kW a 5900 giri/min - Coppia max 68,6 Nm a 4600 giri/min - Potenza specifica 47,1 kW/l - Basamento in ghisa, blocco cilindri in ghisa, testa in lega leggera - Un asse a camme in testa con bilancieri (cinghia dentata) - Alimentazione a iniezione elettronica (multipoint) - Accensione elettronica - Filtro aria a secco - Catalizzatore a tre vie - Lubrificazione forzata - Filtro olio sul circuito principale - Cambio olio ogni 15.000 km - Raffreddamento a liquido, con ventola elettrica - Tassa possesso: 185.000 lire.
Trasmissione: trazione anteriore - Cambio a 5 rapporti: I) 3,818:1; II) 2,210:1; III) 1,230:1; IV) 1,029:1; V) 0,837:1; RM) 3,583:1 - Velocità a 1000 giri/min in V: 25,9 km/h.
Pneumatici: 155/65 R13, cerchi 4,5J (vettura provata con Hankook «Radial H406»), ruota di scorta di dimensioni normali.
Corpo vettura: 5 porte, 5 posti - Scocca portante in lamiera d'acciaio - Avantreno a ruote indipendenti, braccio trasversale con montante telescopico (schema McPherson), molla elicoidale, barra stabilizzatrice - Retrotreno ad assale rigido, braccio longitudinale e biella trasversale (barra Panhard), molla elicoidale, ammortizzatori idraulici telescopici - Freni anteriori a disco, posteriori a tamburo - Scatola guida a cremagliera, servocomando idraulico - Capacità serbatoio carburante 35 litri.
Dimensioni e massa: passo 2,340 m - Carreggiata anteriore 1,315 m - Carreggiata posteriore 1,280 m - Lunghezza 3,495 m - Larghezza 1,495 m (esclusi specchi retrovisori) - Altezza 1,485 m - Massa: in ordine di marcia 778 kg - Capacità bagagliaio dichiarata da 104 a 800 dm³.

In sintesi
A quanti può far comodo
Nonostante sia lunga solo tre metri e mezzo, della «Matiz» si può dire che è una gran macchina. «Sfiziosa» al punto giusto, maneggevole, ricca di accessori e di servomeccanismi, con cinque porte, venduta a un prezzo accettabile, la piccola coreana ha tutto per interessare un pubblico vasto e variegato, in cerca «della vettura» ideale per la famiglia, ma non solo. Le qualità stradali e il confort di marcia sono tali da permettere, senza sacrifici, anche un uso intercity o di medio raggio. La «Matiz», evidentemente, non è velocissima, però il piccolo tre cilindri da 800 cm³ spinge a sufficienza e garantisce anche viaggi abbastanza rapidi, oltre che economici, persino in autostrada. Abbiamo provato la «Matiz» in allestimento «Planet», quello centrale della gamma, ma bisogna dire che l'equipaggiamento «Star», il più ricco, che ha di serie l'ABS, ha un rapporto prezzo/equipaggiamento ancora più conveniente.
Pregi
Rapporto prezzo/equipaggiamento
Confort
Abitabilità
Climatizzazione
Difetti
Bagagliaio un po' piccolo

Pagella Insufficiente Sufficiente Discreto Buono Ottimo
«Matiz Planet»
Posto guida
Adatto soprattutto a conducenti di taglia media, perché il sedile ha una escursione longitudinale limitata. Il sedile è regolabile rapidamente, mentre il volante è fisso. La posizione è piuttosto comoda.
Plancia e comandi
Tutto è disposto in modo corretto, a portata di mano del pilota, facilmente raggiungibile e azionabile in modo intuitivo. La plancia è gradevole. Molto limitato lo sforzo necessario per azionare la frizione (6,5 kg).
Strumentazione
È ridotta al minimo indispensabile (tachimetro, indicatore carburante e termometro dell'acqua), però è piacevole e ben leggibile. Gli strumenti sono integrati da alcune spie. Lo scarto del tachimetro è ampio.
Climatizzazione
I comandi abbastanza intuitivi consentono di regolare facilmente l'impianto. Il condizionatore è efficace e non penalizza troppo la marcia nonostante la piccola cilindrata del motore. L'inserimento è comunque avvertibile perché assorbe un po' di potenza.
Visibilità
Si vede abbastanza bene in tutte le direzioni perché i montanti sono sufficientemente sottili e le superfici vetrate sono ben dimensionate. Qualche riserva si può avanzare per la regolazione manuale dello specchietto destro.
Finitura
I materiali di rivestimento sono più che adeguati alla categoria della vettura. Realizzati con cura anche gli accoppiamenti dei pannelli. Solo qualche dettaglio è migliorabile come, per esempio, qualche vite a vista.
Equipaggiamento
L'allestimento è sostanzialmente completo, soprattutto considerando la categoria. Comprende di serie il servosterzo, gli airbag, i vetri elettrici e la chiusura centralizzata delle porte. L'allestimento «Star» ha di serie anche condizionatore e ABS.
Abitabilità
Le misure interne sono generose, ma, soprattutto, è notevole l'impressione di spaziosità che si percepisce grazie alla forma dell'interno. Preziose le cinque porte per facilitare l'accesso ai sedili posteriori.
Bagagliaio
La forma, comunque, è regolare e permette di stivare qualche borsa. È piuttosto piccolo, però lo schienale posteriore si può ribaltare in avanti ed è diviso in modo asimmetrico, per cui si può viaggiare anche in 4 con una buona capacità di carico.
Confort
Notevole, soprattutto per quanto riguarda l'assorbimento delle sospensioni, che è morbido ed efficace su qualsiasi tipo di rivestimento, nonostante il passo piuttosto corto. La rumorosità del tre cilindri non disturba.
Motore
È brillante e pronto e si fa apprezzare anche per l'assenza di vibrazioni. Nonostante la cilindrata minima, eroga una potenza notevole ed è elastico e disponibile anche ai bassi e medi regimi. È comunque adatto alle caratteristiche della vettura.
Accelerazione
Permette di disimpegnarsi senza problemi anche nel traffico intenso. La spinta è soddisfacente, anche se, quando si ha fretta o si deve accelerare un sorpasso, bisogna insistere un po' con le marce basse.
Ripresa
La «Matiz» si fa apprezzare anche per l'elasticità di marcia. La disponibilità del motore permette di utilizzare spesso i rapporti più lunghi perché la progressione resta sempre accettabile. Questo permette di viaggiare più comodi e di consumare meno.
Cambio
La leva è molto maneggevole, grazie alla precisione degli innesti e alla sincronizzazione senza difetti. I rapporti, né troppo corti né troppo lunghi, sono spaziati bene. Impuntamenti nelle marce più basse quando si usa la leva molto velocemente.
Sterzo
Manca un po' di progressività, però il servosterzo è gradevole, tarato in modo ideale sia a bassa velocità sia sui percorsi autostradali. Il diametro di sterzata ridotto facilita le manovre di parcheggio negli spazi più stretti.
Freni
L'impianto si fa apprezzare per l'ottima modulabilità del pedale e per la stabilità della risposta anche dopo un utilizzo intenso, come ad esempio nelle discese più lunghe. gli spazi di arresto sono corretti.
Tenuta di strada
Il rollio, un po' elevato, non pregiudica la tenuta. La «Matiz» si stabilizza sulle traiettorie con una tendenza ad allargare con il muso che resta sempre accettabile e non modifica sostanzialmente la precisione delle traiettorie.
Stabilità
Si dimostra «vivace» soltanto nelle manovre estreme, come i bruschi cambiamenti di direzione accompagnati da un rilascio dell'acceleratore. I cambiamenti di assetto restano, comunque, controllabili in modo intuitivo.
Consumo
Varia in funzione dello stile di guida, però si mantiene sempre contenuto. Soddisfacente, in particolare, il risultato cittadino. Se non si esagera, si possono fare 15 e più km/litro. La richiesta di benzina aumenta solo quando si mantiene a lungo la velocità massima.
Prezzo
È uno dei punti di forza della «Matiz». Il prezzo è tra i più bassi in assoluto ed è particolarmente apprezzabile se considerato in rapporto alla finitura e al livello di equipaggiamento, che è notevole per una compatta.

Le stelle assegnate sono valutate mettendo a confronto il punteggio migliore che, nella stessa voce, hanno meritato vetture della medesima fascia di mercato.

È coreana la nuova frontiera

La «Matiz» forse non farà l'effetto di un sasso lanciato in uno stagno, però porterà sicuramente una ventata di novità nella categoria delle citycar. Le cinque porte, innanzitutto, sono state disegnate senza appesantire la linea e ciò potrebbe far scoprire la praticità di questa formula anche agli adepti delle carrozzerie a «tre porte», generalmente gradite soprattutto per motivi estetici. La piccola coreana aggredisce il mercato con diversi punti di forza. Il prezzo, per esempio, è conveniente in assoluto ed è tanto più apprezzabile se si considera la dotazione di serie, degna di una media ben equipaggiata. La tabella mostra il panorama della concorrenza, che è molto varia. A soffrire di più per la nuova presenza sul mercato potrebbe forse essere la Renault «Twingo», molto simile come tipologia di vettura, ma più cara, meno equipaggiata e con due porte in meno. Ma la «Matiz» ha le carte in regola per dar fastidio ad altre vetture, puramente cittadine o meno. Nel mirino della coreana entrerà ovviamente anche la Fiat «Seicento». La vettura italiana ha una vocazione puramente cittadina, ha solo tre porte e un rapporto prezzo/equipaggiamento meno favorevole, però lo scontro finale si dovrebbe giocare anche sul piano degli sconti e delle offerte «speciali». In ogni caso, la «Matiz» muoverà un po' il mercato e stimolerà qualche cambiamento presumibilmente a vantaggio più di chi acquista le macchine che di chi le vende.

Non è ancora la «Seicento» giusta
Sul mercato italiano, la «Seicento» deve essere considerata la prima concorrente della «Matiz». Per prezzo e cilindrata bisogna prendere in considerazione la «900 SX», mentre per potenza ed equipaggiamento la piccola coreana è più vicina alla «1.1 Suite». La vettura italiana è più corta di 18 cm, ma è comunque un po' svantaggiata nelle manovre perché, per ora non può avere il servosterzo.






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